Per quanto le dimensioni e la bellezza dell’aspetto lo rendano un cane unico, ciò non sarebbe sufficiente a giustificare il successo mondiale che la razza ha ottenuto e la fama leggendaria che l’accompagna, se essa non possedesse anche un carattere inverosimile. La prima considerazione da fare è riguardante la mole. Il Cane di san Bernardo è un colosso; il maschio è alto spesso più di 90 cm. al garrese ed ha un peso vicino al quintale e talvolta superiore (il soggetto con le massime proporzioni e considerato il più grande cane della storia, fu Lord Bute, nato alla fine del XIX secolo; era alto cm. 109 al garrese e pesava Kg. 112). Queste proporzioni gigantesche non furono ricercate all’inizio per motivi estetici, ma perché per il lavoro di salvataggio in alta montagna il cane doveva essere il più grande e forte possibile: per poter scavare nella neve rapidamente, e poi per trarre l’uomo da salvare dal cunicolo e trascinarlo quindi fino all’Ospizio. Per fare questo erano necessarie una taglia imponente ed una forza erculea. Ma oltre alla prestanza fisica, il Cane di san Bernardo possiede una sensibilità ed un intuitività fuori dalla norma e che paiono facoltà soprasensibili.
E’ in grado di “sentire” l’approssimarsi di una bufera o il formarsi di una valanga con molti minuti di anticipo; percepisce la presenza di un uomo fiutando il suo odore anche a chilometri di distanza, o sepolto fino a tre metri sotto la neve, riesce a sopportare avversità climatiche che stroncherebbero qualsiasi altro cane con calma e serena sicurezza di sé. La percezione del pericolo è fulminea e fa scattare immediatamente gli atavici istinti di salvataggio. Senza essere sperduti in una tormenta di neve, questa caratteristica si può verificare ogni giorno se si affidano nella vita quotidiana dei bambini ad un Cane di san Bernardo. Giocherà con loro, sopporterà ogni cosa e, se i suoi piccoli amici dovessero avventurarsi in qualche cosa che potrebbe essere per loro pericoloso, interverrà decisamente per impedire azioni arrischiate. Le femmine sono straordinarie baby-sitter alle quali si possono lasciare con assoluta tranquillità i bimbi da custodire.
Tanti erano la fiducia e l’affetto verso questi straordinari cani che, nelle famiglie che abitavano le fattorie svizzere, fino a qualche tempo fa era abitudine chiamare “zia” la femmina di san Bernardo occupata nella custodia dei bambini. Ma è un cane perfetto per tutta la famiglia: gentile, giocoso, forte e determinato all’occorrenza. Solamente chi ne ha già posseduto uno può capire il perché viene chiamato “Il cane Santo”. Con gli altri cani non è aggressivo e mordace, però esige rispetto e la sua forza che non ha l’uguale in nessun altro cane, gli permette di dominare i suoi simili senza zuffe esagerate. E’ uno straordinario guardiano e la sua presenza già incute un tale timore che difficilmente qualcuno si azzarderà a violare l’area da lui sorvegliata. Affezionatissimo al padrone ed ai membri della sua famiglia, non tollera venga fatto loro il minimo sgarbo. Con gli estranei inoffensivi è cordiale anche se non molto espansivo. Ma le sue doti rifulgono in modo particolare nelle operazioni di soccorso, per questo è stato impiegato ed è ancora utilizzato con grandissimo successo non solo nelle operazioni di salvataggio in alta montagna, ma anche come cane da catastrofe nelle squadre della Protezione Civile.

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